Le imprese che esportano negli Stati Uniti devono fare i conti con un nuovo aggiornamento sul fronte delle politiche commerciali americane. L’Amministrazione USA ha infatti definito le nuove misure tariffarie nei confronti dell’Unione Europea nell’ambito dell’indagine sul lavoro forzato avviata ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974.
Secondo quanto comunicato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso la Task Force Dazi, il nuovo sistema prevede l’applicazione di un dazio aggiuntivo che porta il livello tariffario complessivo al 10%, sommando il nuovo dazio alla tariffa già consolidata presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Per i prodotti che sono già soggetti a una tariffa OMC pari o superiore al 10%, non verranno applicati ulteriori aumenti.
Le nuove disposizioni sostituiscono i dazi introdotti ai sensi della Sezione 122 del Trade Act, scaduti il 24 luglio, e risultano nel complesso più favorevoli rispetto alle aspettative iniziali. La Dichiarazione Congiunta tra Unione Europea e Stati Uniti prevedeva infatti un tetto massimo del 15%, mentre le misure ora adottate fissano il limite al 10%.
Resta tuttavia aperto un elemento di incertezza. Gli Stati Uniti stanno infatti portando avanti una seconda indagine ai sensi della Sezione 301, questa volta relativa alla presunta sovraccapacità produttiva dell’industria europea. L’esito di questo procedimento potrebbe determinare nuove misure commerciali nei confronti dell’Unione Europea, motivo per cui il quadro resta in continua evoluzione.
Nel frattempo, la Commissione Europea ha accolto positivamente le ultime decisioni dell’Amministrazione americana, pur mantenendo alta l’attenzione sull’evoluzione dei rapporti commerciali transatlantici.
Confartigianato continuerà a monitorare gli sviluppi della situazione, informando tempestivamente le imprese associate su eventuali novità che potrebbero incidere sulle esportazioni verso il mercato statunitense.




