DAZI USA: IL “LIBERATION DAY” DEL PRESIDENTE
Il 2 aprile 2025, gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova serie di dazi commerciali destinati a rimodellare le dinamiche del commercio globale. Queste misure, introdotte con l’obiettivo di tutelare l’industria americana e affrontare gli squilibri nei rapporti commerciali con i principali partner internazionali, rappresentano un ulteriore capitolo nella politica economica protezionistica che gli Stati Uniti continuano a perseguire da diversi anni.
Tra i settori coinvolti nelle nuove tariffe figurano l’industria tecnologica, l’agroalimentare e il manifatturiero, colpendo non solo grandi esportatori come la Cina e l’Unione Europea, ma anche il prezioso comparto Made in Italy. Prodotti iconici italiani come il vino, i formaggi e la pasta potrebbero vedere un aumento delle tariffe, con conseguenze significative per le esportazioni verso uno dei mercati più importanti per l’Italia.
Questo annuncio ha già sollevato preoccupazioni sia nel mondo imprenditoriale che tra i governi coinvolti, facendo temere una possibile escalation delle tensioni commerciali.
Le misure in sintesi
Le misure annunciate dal Presidente degli USA, Donald Trump, possono essere riassunte nelle seguenti:
- Una tariffa addizionale universale, pari al 10%, sarà applicata sulle importazioni di tutti i beni (salvo le eccezioni di cui sotto) provenienti da tutti Paesi, a partire dal 5 aprile; la tariffa salirà al 20% per l’Unione Europea a partire dal 9 aprile e a livelli superiori al 10% per altri 56 Paesi identificati nell’Annex I allegato all’ordine esecutivo.
- Le tariffe addizionali non si applicheranno su alcuni prodotti già oggetto di precedenti misure (acciaio e alluminio, automobili e componenti automotive) e su tutti prodotti identificati nell’Annex II allegato all’ordine esecutivo
- Altre misure specifiche si applicheranno ai beni provenienti da Canada, Messico e Cina.
I Paesi più colpiti dai dazi
Complessivamente, sono 57 i paesi colpiti dalle nuove tariffe “reciproche” introdotte dagli Stati Uniti; queste raggiungono livelli vicini al 50% per alcuni Paesi africani e del Sud-est asiatico (i cinque paesi più colpiti sono: Lesotho con il 50%, seguito da Cambogia, Laos, Madagascar e Vietnam), mentre per la Cina si attestano al 34%. Al contrario, Paesi come Regno Unito e Australia sono stati esclusi da queste misure specifiche e sottoposti alla tariffa universale aggiuntiva del 10%.
Prodotti esentati o sottoposti a dazi diversificati:
- Non sono colpite dalle nuove aliquote le seguenti categorie di prodotti (salvo modifiche successive): rame e semiconduttori, prodotti farmaceutici, legname e alcune materie prime non disponibili in quantità sufficiente sul mercato interno USA, come determinati minerali e terre rare;
- Acciaio e alluminio: dazi rispettivamente del 25% e 10% rimangono invariati come stabiliti dal 12 marzo 2025 (i riferimenti specifici ai prodotti e ai relativi codici doganali coinvolti sono disponibili a questo link per l’acciaio e a questo link per l’alluminio)
- Automobili, che sono soggette dal 3 aprile a tariffe (non addizionali) del 25%, e componenti automotive, che saranno soggette entro il 3 maggio a tariffe (non addizionali) del 25% (i riferimenti specifici ai prodotti e ai relativi codici doganali coinvolti sono disponibili a questo link)
- Semilavorati tecnologici: potrebbero essere soggetti ad aliquote diverse (tra il 10% e il 15%), a seconda del contenuto tecnologico e della rilevanza sulla sicurezza nazionale statunitense;
- Altri prodotti di importanza strategica: sono possibili modifiche o aumenti temporanei di dazi per ragioni di sicurezza nazionale.
Nota informativa ICE sui dazi USA
L’Agenzia ICE ha pubblicato una nota informativa, rivolgendosi alle imprese italiane interessate o già operative sul mercato USA, a seguito della recente decisione di adottare nuovi dazi da parte dell’Amministrazione Trump. Questa contiene le misure applicate e le indicazioni per verificare i propri prodotti. Scarica qui la nota informativa.




