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    Confartigianato Sport: non più rimandabile il tema degli impianti sportivi

    Si è tenuta martedì 20 gennaio scorso, presso la sede di viale Montegrappa, la conferenza stampa del cluster Sport di Confartigianato Imprese Prato che ha avuto come tema principale quello degli impianti sportivi. Un argomento che tutta la filiera delle società e dei professionisti che usufruiscono dei servizi e del supporto di Confartigianato ha voluto affrontare per offrire un contributo a quello che sarà uno dei temi principali della campagna elettorale per le prossime amministrative.

    «Confartigianato – ha detto il segretario Davide Majone – essendo un attore sociale importante in città, intende tutelare e valorizzare le realtà locali che operano in un ambito sempre più strategico per il benessere della comunità e per la coesione sociale del territorio. Riteniamo il mondo dello sport un veicolo fondamentale di sviluppo e coesione ed ecco che ci è sembrato importante offrire le nostre competenze creando un cluster che non può prescindere dalla tematica degli impianti. Lavoreremo affinché si possa a breve elaborare un position paper condiviso, da sottoporre ai prossimi candidati sindaci».

    Un dibattito aperto da tempo ma che adesso assume una valenza fondamentale: «Siamo consapevoli dei problemi esistenti in questo settore – ha detto Enrico Cammelli, direttore generale del CSL Prato Social Club e referente del cluster – il nostro intento non è quello di lamentarci, ci piacerebbe convogliare la voce delle tante società sportive, laddove ce ne fossero gli estremi, per indicare possibili strade utili che è necessario percorrere. Fra queste, pensiamo che il rapporto fra pubblico e privato debba essere perseguito con più insistenza. Le nostre società hanno bisogno di impianti fruibili il più possibile, per generare redditi che non rappresentino mere entrate commerciali ma siano la base per fare sport, che è un volano fondamentale all’interno di una comunità».

    Le strade suggerite sono quelle legate al diritto di superficie sugli impianti: «Servono concessioni più lunghe per intercettare fondi e fare investimenti importanti – prosegue Cammelli – non necessariamente si dovrà passare per forza dalla vendita ai privati degli impianti comunali, ci possono essere anche strade intermedie».

    Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’amministratore delegato del Futsal Italgronda Prato, Alessio Polidori, portavoce del cluster sport di Confartigianato: «Il rapporto che deve diventare sempre più stretto fra privato e pubblico è necessario. Altrimenti penso che l’alternativa sia quella di fare un censimento puntuale degli impianti e capire quante risorse occorrano per migliorare le strutture. Ma in quel caso il pubblico sarà in grado di intervenire? Prato ha bisogno di impianti di un certo spessore, che attualmente non ci sono, ed è un’urgenza non più rimandabile. Pertanto, da un punto di vista operativo, diventa fondamentale che, negli uffici comunali e nel relativo assessorato, lo sport non sia disgiunto rispetto al tema dell’edilizia sportiva. Così come sarebbe giusto arrivare a una gestione il più possibile omogenea fra strutture comunali e provinciali».

    Un primo incontro che vuole essere una base di partenza: «Siamo aperti al dialogo – ha detto il presidente della Pallacanestro Dragons e vicepresidente della Tushe Pallamano, Fabio Amerighi – anche con tutte le realtà sportive che non fanno parte del cluster. È un tema questo che non può avere barriere o colori. Tutti siamo coinvolti, anche perché è bene capire le esigenze di ogni sport, visto che in qualche caso potrebbero esserci criticità specifiche. Mai come adesso serve fare sinergia».

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